Archive for category Animali&Co.
Amore a prima vista
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 8 novembre 2009
Un cane randagio iracheno è stato adottato dal maggiore dei Marine degli Stati Uniti Brian Dennis che per non separarsi da lui lo ha spedito in California.
Il cane, un meticcio con sangue di pastore tedesco e collie, si chiama Nubs e viveva, con altri randagi, all’esterno di un accampamento americano in Iraq.
E’ stato amore a prima vista tra Brian e Nubs, un vero colpo di fulmine. La prima volta che si sono incontrati, il cane ha cominciato a salterellargli attorno, a strusciarsi contro le sue gambe e a buttarsi a pancia all’aria per farsi accarezzare.
Da allora, tutte le volte che il maggiore usciva dall’accampamento, il cane gli correva incontro e lo seguiva. Ma un giorno Dennis ha trovato Nubs gravemente ferito, qualcuno lo aveva accoltellato con un cacciavite.
L’ufficiale lo ha portato all’interno dell’accampamento e lo ha curato, facendogli ricucire la ferita e dandogli antibiotici. La notte ha dormito con lui, nella stessa branda, vegliandolo e sperando che sopravvivesse, ma senza molte speranze.
E invece Nubs ha superato la notte e l’indomani mattina stava meglio. E’ diventato ufficialmente il cane di Brian finché non è arrivato l’ordine di lasciare l’Iraq e di traferirsi in un accampamento in cui non era consentito introdurre animali.
Dennis ha salutato Nubs piangendo, ed è salito sul camion diretto in Giordania. Il cane ha rincorso l’autoveicolo su cui si trovava il maggiore, finché tutto il convoglio non è sparito all’orizzonte.
In Giordania Brian non si dava pace, voleva tornare in Iraq per andarsi a riprendere Nubs ma è stato il cane a trovare il suo amico e padrone.
Una mattina i soldati lo hanno trovato fuori, davanti al cancello dell’accampamento, che aspettava. Aveva percorso 120 chilometri e aveva ritrovato Brian. Il maggiore non credeva ai suoi occhi eppure il suo cane era lì.
Nonostamte il regolamento lo vietasse, Dennis e gli altri Marine hanno costruito di nascosto una cuccia per Nubs che si è installato nell’accampamento.
Ma dopo una decina di giorni sono stati scoperti e al maggiore è stato ordinato di liberarsi del cane. Brian a quel punto non ha avuto dubbi.
Ha scritto ad amici e parenti e ha messo un appello su Internet: aveva bisogno di 3500 euro per pagare il trasporto di Nubs negli USA.
Dopo una settimana sono arrivati più di 5000 euro, Nubs è volato a San Diego, la città dove abita Brian, ed è stato accolto da una delegazione di amici che si sono presi cura del cane in attesa del suo rientro.
Nubs e Brian si sono ritrovati all’eroporto di San Diego un mese dopo e da allora non si sono più separati.
Fonte: msnbc
Cane “da golf”
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 2 novembre 2009
Bertie, un meticcio con sangue di pointer, è sopravvissuto con nove palle da golf nello stomaco, e un proiettile conficcato nell’addome.
Il cane, di proprietà di Mark e Michelle Jewell, stava passeggiando in un parco di una cittadina dell’Essex, in Inghilterra, quando è stato colto da malore.
I padroni lo hanno trasportato immediatamente al Clarendon House Veterinary Surgery center dove il Dr John Matthews, palpandogli lo stomaco, ha notato che c’era qualcosa che non andava.
I raggi X hanno rivelato che il cane aveva ingoiato nove palle da golf e che aveva un proiettile conficcato nel grasso attorno lo stomaco.
“Siamo rimasti sconvolti quando abbiamo visto le radiografie”, ha dichiarato Emily Nittingale, assistente di Matthews, “la pressione delle palline avrebbe potuto spaccare lo stomaco di Bertie, con conseguenze fatali”.
Durante l’operazione a cui è stato sottoposto il cane, il Dr Matthews non ha rimosso soltanto le palline ma anche il proiettile conficcato nel grasso attorno lo stomaco di Bertie.
Mark e Michelle hanno adottato Bertie quando aveva un anno e non hanno mai notato nessuna ferita nel suo stomaco.
Il cane deve essere stato colpito dal proiettile quando era cucciolo, sopravvivendo miracolosamente.
Bertie adesso sta bene, è tornato a casa ed è in convalescenza. Tra qualche giorno gli saranno tolti i punti e potrà tornare alla sua vita normale, sperando che non ingurgiti nulla di pericoloso.
Fonte: The Sun
RoByVeT
L’isola dei Tesori
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 11 giugno 2009
Una cagnetta percorre a nuoto più di quattro chilometri al giorno per allattare i suoi cuccioli che sono rimasti bloccati su un’isola.
Huahua ha partorito i suoi piccoli a Shanhuba in Cina, una località che a causa delle abbondantissime precipitazioni, è stata isolata dalla terraferma, diventando un’isola del fiume Changjiang.
La cagnetta percorre un chilometro e duecento metri tutti i giorni per nutrire i suoi quattro cuccioli.
Poi torna indietro, nuotando per più di un chilometro, e raggiunge un’altra parte della città per procurare il cibo per se stessa.
Huahua fa lo stesso percorso due volte al giorno, alle sette del mattino e alle sette di sera, dorme con i piccoli e l’indomani torna in città.
Huang Pingren, un pensionato che nuota nel fiume tutti i giorni, ha scoperto Huahua e i suoi cuccioli qualche settimana fa e ha pubblicato la sua storia su Internet, riscuotendo un grandissimo successo.
Moltissimi abitanti della città si sono messi in contatto con lui perché volevano vedere la cagnetta e i cagnolini e fare qualcosa per loro, offrendo anche denaro o cibo.
Ma Huang, temendo che troppi visitatori potessero spaventare la famigliola, ha preferito non rivelare dove si trovano i cuccioli.
Due giorni fa, l’acqua è salita ancora, e la cagnetta ha spostato i piccoli in un punto più alto dell’isola.
Fonte: Chongqing Evening News
Fido è bene,assicurarlo è meglio !
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 17 aprile 2009
Hai un cane? Pensi che sia buono e non morderà mai nessuno? Fidarsi è bene, assicurarlo è meglio. C’è sempre la possibilità che ti scappi in un negozio di cristalli e faccia danni per migliaia di euro. L’assicurazione, secondo la nuova normativa seguita alla tragedia di Modica, è obbligatoria soltanto quando lo stabilisce il veterinario.
Chi possiede un rottweiler o un pitbull, considerati potenzialmente più aggressivi, non è obbligato a stipulare una polizza a meno che il cane non abbia già aggredito, ferito, o comunque dato segni di pericolosità in precedenza. La lista dei cani pericolosi scompare, ma qualsiasi cane procuri un danno e cose o persone fa scattare la responsabilità civile e penale del suo padrone. E ricorda: sei in regola se Fido è al guinzaglio (non deve essere più lungo di 1,5 metri) e con la museruola se va su mezzi pubblici e che comunque bisogna sempre avere con sé. Libero, può scorrazzare soltanto nelle aree verdi a lui dedicate.
Si parte da 33 euro l’anno
L’assicurazione in genere copre la responsabilità civile per i danni involontariamente cagionati a terzi dall’animale assicurato che abbiano come conseguenza:
Con 6 Zampe c’è anche il veterinario
Chi si associa all’onlus Sei Zampe (www.6zampe.it) ottiene automaticamente una polizza assicurativa con la compagnia Axa che copre dai danni per la responsabilità civile e anche alcune spese veterinarie. Il costo della quota associativa e della polizza è di 90 euro all’anno. Vale per tutti i cani (anche quelli che prima erano considerati pericolosi) che abbiano compiuto il sesto mese di età, fino al raggiungimento del nono anno. Sono esclusi dall’assicurazione i danni causati da cani non iscritti all’anagrafe e a quelli causati a cose di proprietà, detenute o possedute dall’assicurato e/o dagli appartenenti al nucleo familiare, ad altri animali domestici di proprietà dell’assicurato o del nucleo familiare. Per i danni arrecati a cose di terzi o ad animali si applica una franchigia per ogni sinistro di 100 euro. La Compagnia Axa interviene per le lesioni corporali da cui derivi un’invalidità permanente causate dall’animale ai figli dell’assicurato minori di 14 anni.
da : Yahoo! finanza
Amore eterno
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 17 aprile 2009
Un cane sentiva così tanto la mancanza del suo miglior amico, un gatto deceduto, che lo ha disseppellito e riportato a casa.
Oscar, il cane, ha rimesso Arthur, il gatto, nella sua cesta e si è accucciato accanto a lui.
Il mattino dopo i padroni dei due amici li hanno trovato così.
Oscar ha pulito Arthur, leccando il suo pelo, prima di addormentarsi accanto a lui.
Robert Bell e sua moglie Mavis, di Wigan, una cittadina inglese, hanno dichiarato che i due animali erano inseparabili.
Arthur aiutava Oscar a salire sul divano e poi si accucciavano uno sull’altro.
Oscar, un Lancashire Heeler di 18 mesi, aveva visto il suo padrone scavare una fossa in giardino e metterci dentro il gatto.
Di notte è uscito in giardino attravero la gattaiola, ha scavato dove era stato seppellito Arthur, l’ha tirato fuori ed è riuscito a trascinarlo a casa, dentro la sua cesta.
Lo ha ripulito e si è addormentato accanto a lui.
Adesso Arthur riposa in un posto più sicuro, e Oascar ha un nuovo amico, un gattino che si chiama Limpet.
Fonte: Manchester Evening News
Quegli angeli a 4 zampe che salvano vite
Posted by admin in Animali&Co. on 8 aprile 2009
In campo in Abruzzo anche una cinquantina di unità cinofile arrivate da tutta Italia
MILANO – Si infilano senza timore negli anfratti e nelle fessure più strette, passando fra una trave e un cumulo di macerie. E con il loro fiuto sono in grado di indicare con precisione il punto in cui vi sono persone sepolte che devono essere tratte in salvo. Le drammatiche immagini del terremoto in Abruzzo hanno portato in evidenza anche loro, gli «angeli» a quattro zampe, i cani da catastrofe che in queste situazioni si rivelano più utili di qualunque strumento di rilevazione elettronica.
SQUADRE MOBILITATE – Sono molti, i cittadini di L’Aquila e dei piccoli comuni devastati dal sisma, che probabilmente devono la loro vita a Yuri, Laka, Athos e alle decine di altri cani che in queste ore hanno affiancato i soccorritori nell’opera di salvataggio. Fin dalle ore immediatamente successive ai crolli, sono state una sessantina le unità cinofile impegnate sul campo, dislocate tra il capoluogo e gli altri centri dove sono stati registrati crolli di edifici. La protezione civile e le altre organizzazioni scese immediatamente in campo – dalla Forestale alla Croce Rossa, passando per carabinieri, polizia, guardia di finanza e corpi militari – hanno mobilitato le proprie squadre di ricerca, ben sapendo che la rapidità in questi casi è fondamentale nel decretare le possibilità di successo. E’ proprio in questi frangenti che l’uomo ha bisogno di affidarsi al suo più fedele amico, capace di arrivare dove lui mai non potrebbe, e di percepire segnali, suoni e odori che diversamente non sarebbero colti.
CONNUBIO UOMO-CANE – Le unità cinofile impiegate in Abruzzo provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da diverse altre regioni e sono organizzate perlopiù dall’Ucis (Unità cinofile italiane da soccorso), l’organizzazione che raccoglie i diversi gruppi istituzionali e di volontari sparsi sul territorio nazionale. Ogni unità è composta da un cane e dal suo conduttore, che formano un connubio inscindibile, basato soprattutto sulla fiducia reciproca e su una certa capacità di confidenza e di intesa. E’ da questa specialissima relazione a due che scaturisce quella sincronia che si rivela spesso determinante nelle situazioni più difficili, quelle in cui si lotta contro il tempo.
NON SERVE IL PEDIGREE – Le razze che vengono utilizzate sono le più diverse: pastori tedeschi, labrador e golden retriever, collie, pastori del Belgio. Per particolari situazioni, come le ricerche in caso di valanghe o in acqua, vengono impiegati anche cani di grossa stazza, come i San Bernardo o i terranova. Ma nelle situazioni in cui il cane affianca l’uomo nelle ricerche, non è indispensabile avere un pedigree: sono diversi i casi di cani impiegati dalle forze dell’ordine che si sono rivelati validi «agenti» pur essendo dei meticci e, in alcuni casi, degli ex trovatelli adottati in un canile o recuperati nel corso di operazioni contro il traffico di cuccioli.
UN GIOCO CHE SALVA VITE – Ed è proprio quando gli animali sono cuccioli che inizia l’addestramento. Come se fosse un gioco: i cani vengono abituati a trovare oggetti, a muoversi su terreni impervi, a utilizzare l’olfatto. Ogni volta che un esercizio viene compiuto nel migliore dei modi, l’animale viene gratificato. E così è indotto a ripeterlo e a farlo sempre meglio. Il gioco diventa via via più difficile e più specializzato. Fino a che l’addestramento – che può durare tra un anno e mezzo e i due anni – sarà completato e il cane, ormai diventato adulto, sarà da quel momento un valido alleato nell’aiuto alle popolazioni in difficoltà.
da ” Corriere della sera”
Eccovi una carrellata di foto provenienti dall’abruzzo:
















L’albinismo e i suoi curiosi effetti sul mantello di pesci,tigri e coccodrilli….
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 5 aprile 2009
Leoni, cani, tigri, canguri e coccodrilli e tutti quegli animali che sono ammiratissimi per i loro colori sgargianti, hanno una variante tutta bianca. Rarissima e per questo di grande fascino negli zoo dove viene data in pasto ai turisti. Non esistono calcoli precisi su quanto incida percentualmente questa variante nel complessivo degli animali venuti al mondo. Di certo c’è il fatto che la nascita o l’avvistamento di un animale dal pelo candido suscita sempre grandissima sorpresa. Ecco le foto di alcuni animali “senza colore” :









Attributi posticci
Posted by RoByVeT in Animali&Co. on 1 aprile 2009
Vi riporto quello che ho letto su un sito prima di commentarlo:
“Negli Stati Uniti è possibile fare impiantare ai cani castrati delle protesi che rimpiazzano i testicoli originali.
Si chiamano Neuticles e vengono innestati nello scroto per farlo apparire anatomicamente intatto.
Louis Schwartz, capo dello staff della Overland Veterinary Clinic di Los Angeles, ha dichiarato: “I clienti che richiedono l’operazione sono quasi tutti maschi.
Fanno castrare i loro cani per evitare che, sfuggendo al loro controllo, mettano incinta qualche cagnetta di buona famiglia.
Ma poi non riescono a sopportare di vederli senza gli attributi virili, e rimediano con le protesi.
Una volta è venuta una donna che ha fatto castrare il suo cane, e immediatamente dopo gli ha fatto impiantare le protesi.
Il marito, per motivi religiosi, non voleva che l’animale fosse castrato.
Ma lei era un funzionario dell’Ufficio di Igiene che lavorava con gli animali, e il suo cane aveva già messo incinte tre cagnette.
Ci ha fatto fare tutto una volta che il marito è partito per lavoro per una settimana.
Lui non si è mai accorto di nulla”.
Fonte: Sky News
Ora , premettendo che io sono di gran lunga a favore della sterilizzazione dei nostri animali da compagnia per vari motivi (primo tra tutti se si è già sicuri di non far mai accoppiare i nostri amici, evitar loro quell’orrenda percentuale altissima di insorgenza di tumori agli organi riproduttori che , purtroppo , rappresentano la causa maggiore dei decessi degli animali da compagnia). Ciò che mi preme maggiormente sottolineare è che essere amanti degli animali non vuol dire UMANIZZARLI in tutto e per tutto. Io stessa in prima persona mi rendo conto che vivendo con un cane o un gatto è inevitabile umanizzarli,però dovremmo renderci conto che non tutto ciò che viene attribuito loro è giusto…anzi,in realtà , stando alle attuali conoscenze etologiche , noi umani attribuiamo ai nostri “pet” reazioni ed atteggiamenti umani che invece nel mondo animale non esistono nemmeno concettualmente.Un esempio fra tutti potrebbe essere la famosa frase,pronunciata da chiunque abbia avuto un cane o un gatto “…poi dopo aver commesso lo sbaglio è così in colpa che glielo si legge in faccia!”….Signori,un animale NON CONOSCE il senso di colpa , non per mancanza,ma per natura. Detto ciò ritorno al tema principale dell’articolo in questione. Se è vero che amiamo i nostri compagni animali , allora dovremmo anche avere la capacità di rendere la loro vita DIGNITOSA. Ma non dignitosa in senso Umano (come ad esempio non sfigurare in mancanza di testicoli), dignitosa nel senso più Animalistico possibile del termine. Cosa potrebbe mai importare ad un cane del proprio aspetto esteriore? Nulla, assolutamente nulla. Quindi,per concludere,Amici degli animali , cercate di comportarvi come tali, rispettate i vostri compagni a quattro zampe PER e soprattutto NELLA loro natura, solo così potremmo dirci anche noi senza remore i loro migliori amici.
RoByVeT
















